« Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna » Gv 6,68














 
                    

Venerdì 10 Agosto 2018

B. Arcangelo Piacentini, sacerdote O.F.M. Conv. (1390-1460)

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Beato Arcangelo Piacentini
Sacerdote O.F.M. Conv.

A

rcangelo Piacentini nasce a Calatafimi, verso l’estrema punta occidentale dell'isola, nel 1390. Nella pittoresca citta­dina di origine araba, egli vide la luce in una nobile famiglia, quella dei Piacentini, ed era ancora assai giovane quando, abbandonando la casa paterna, entrò in una grotta sui monti. Per un po' di tempo restò celato nella solitu­dine, ma poi la fama delle sue virtù e della sua austerità attirò sempre più frequenti al suo rifugio le genti del vicinato, ansiose di co­noscerlo e di consultarlo.

Per ritrovare la solitudine, Arcangelo Piacentini lasciò quel luogo e si diresse verso Alca­mo, dove di nuovo si rintanò in un romitorio isolato. Ma neanche lì la sua presenza sfuggì a lungo agli abitanti del paese, i quali però seppero circuire, in maniera più abile, il devoto eremita per attirarlo nella loro città.
Si recarono, infatti, da lui chiedendogli di pren­dere la direzione di un ospedale di Alcamo. L'ospedale era stato abbandonato, ma la sua utilità, anzi necessità, era assai sentita nella città. Occorreva qualcuno che se ne assumesse il carico e la responsabilità, rimettendolo in funzione.

Arcangelo si trovò stretto così tra la sua vocazione eremitica e il dovere della carità. E naturalmente non poté rifiutare l'in­vito dei cittadini di Alcamo, per non cedere al sospetto della pigrizia e dell'egoismo.
Si mise al lavoro, riorganizzando l'ospedale e sforzandosi affinché tutto procedesse bene, e soprattutto nel rispetto più totale del dovere della carità verso i bisognosi. Quando l'ospe­dale cominciò a procedere per il meglio, Ar­cangelo non se ne compiacque né si riposò su­gli allori: affidò ad altri la guida dell'istituzio­ne e, non sentendosi più indispensabile, tornò alla sua prediletta solitudine.

A trarlo fuori, quella volta, fu un decreto del Pp Martino V (Oddone Colonna, 1417-1431) con il quale venivano soppressi gli eremiti della Sicilia, diventati troppo numerosi e spesso indisciplinati.
Obbediente, Arcangelo abbando­nò di nuovo la sua grotta, ma non rientrò nel mondo. Si recò a Palermo, presso i France­scani dell'Osservanza, dove ricevette l'abito della povertà da Fra Matteo d'Agrigento.

Dopo il noviziato, Frate Arcangelo venne ri­mandato ad Alcamo, dove fondò un convento di Osservanti, proprio presso l'ospedale da lui tempo prima diretto. Per l'austerità con la quale visse la più stretta regola francescana, per la sua saggezza e la sua prudenza, Frate Arcangelo venne eletto Ministro provinciale dell'Ordine, conquistandosi molti meriti an­che come amministratore e organizzatore.

Muore ad Alcamo, il 24 luglio 1460, e la sua memoria, con l'eco di molti miracoli, per­durò tra Alcamo e Calatafimi, valendogli il culto di Beato.
Arcangelo Piacentini fu ufficialmente beatificato il 9 settembre 1836 da Pp Gregorio XVI (
Bartolomeo Mauro Alberto Cappellari, 1831-1846).



Fonte principale: parrocchiasantalucia.net/ (“RIV./gpm”).




 
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