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Mercoledì 13 Giugno 2018

B. Marianna Biernacka, martire del nazismo (1888-1943)

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Beata Marianna Biernacka
Madre di famiglia e
Martire del nazismo

Nel giorno della festa di sant'Antonio da Padova, figura tra le più care alla devozione cristiana, il calendario liturgico cita anche una figura del nostro tempo. Si tratta di Marianna Biernacka (1888-1943), una dei 108 martiri polacchi del nazismo che San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ha beatificato il 13 giugno 1999, durante uno dei suoi viaggi in Polonia.

La storia di questa donna è molto simile a quella del francescano Massimiliano Kolbe, anche lui canonizzato dallo stesso Papa.

M

 arianna Biernacka, della diocesi di Lomza in Polonia, nasce nel 1888 a Lipsk, in una famiglia di cristiani ortodossi. A 17 anni, nel 1905, insieme ai suoi familiari, passò fra i cattolici di rito latino.
All’età di 20 anni si sposò con il rito cattolico con Ludwik Biernacki; dal matrimonio nacquero sei figli. Dopo la morte del marito coabitò con il figlio Stanisław e con sua moglie, condividendo la sua vita con la giovane coppia, dimostrando saggezza cristiana e amore fraterno verso di essi e i loro figli.

Tra la gente del suo paese era conosciuta per la sua benevolenza e profonda religiosità. Quando Lipsk il 1° luglio 1943, fu colpita da una rappresaglia tedesca e sconvolta da arresti di massa, anche la giovane nuora incinta di un altro figlio fu arrestata; allora si fece avanti Marianna e si propose al posto della nuora per salvare lei e la vita del nascituro.

Fu un nobile slancio d’amore di una semplice donna di 55 anni, che offrì la sua vita per salvare due vite, come già fece S. Massimiliano Maria Kolbe frate conventuale, nel campo di Auschwitz.
Lo scambio fu accettato e gli arrestati furono tradotti in carcere, da lì fu spostata a Naumowicz presso Grodno (attualmente in Bielorussia) e fucilata il 13 luglio 1943.

La Chiesa ha voluto affiancare ai tanti suoi figli consacrati, vittime in Polonia della barbarie nazista, anche questa umile donna, che, a pari loro, riconoscendo Gesù nei fratelli, mise in pratica il detto evangelico “Chi perderà la propria vita per me, la salverà”.



Fonti principali: avvenire.it; santiebeati.it (“RIV./gpm”).




 
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