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Martedì 16 Gennaio 2018

B. Giuseppe A. Tovini, terziario francescano (1841-1897)

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Beato Giuseppe A. Tovini

Terziario Francescano

 

G

iuseppe Antonio Tovini nasce il 14 marzo 1841 a Cividate Camuno (Bs) da Mosè e Rosa Malaguzzi, primo di sette fratelli. La prima educazione che riceve è particolarmente austera, come volevano le tradizioni religiose, e quindi morali ed educative del luogo. Alla severità familiare si aggiunge la ferrea disciplina adottata nelle scuole elementari, che frequenta prima nel paese natale e poi a Breno.

 

Nel 1852 viene affidato al collegio municipale di Lovere, dove rimane per sei anni, compiendo la prima classe liceale nell'estate del 1858. I compagni lo ricordano come un alunno esemplare, obbediente, religioso, dotato intellettualmente e moralmente. La disagiata condizione economica della famiglia minaccia però di fargli interrompere gli studi, così bene avviati. Interviene allora in aiuto uno zio sacerdote, don Giambattista Malaguzzi, che gli fa ottenere un posto gratuito presso il Collegio per giovani poveri, fondato a Verona dal Servo di Dio don Nicola Mazza.

 

Nel luglio 1859 gli muore il padre e lui si trova a 18 anni con cinque fratelli minori da mantenere e una situazione economica disastrosa. Abbandona così l’idea di farsi missionario, dopo lunga e sofferta meditazione sul proprio stato; per tutti era chiaro, data la sua vita di giovane integerrimo e religioso, che si sarebbe fatto sacerdote, quindi fu grande meraviglia quando Giuseppe Tovini, conseguita la licenza liceale nel 1860, si scrive, come privatista, alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova, per gli anni 1860-64.

 

Un sacerdote lo aiuta a rimanere ospite del collegio “Mazza”, trovandogli un lavoro presso lo studio di un avvocato; il piccolo stipendio viene arrotondato dando lezioni private. Il 7 agosto 1865 si laurea brillantemente, ma la gioia è offuscata dalla perdita della mamma, avvenuta cinque mesi prima. Si mette a lavorare presso gli studi di un avvocato e di un notaio di Lovere, mentre ha anche il compito di vicerettore e professore nel Collegio municipale locale, questo incarico durerà due anni, con la soddisfazione di tutti; si distingue perché è il solo a recitare le preghiere prima e dopo le lezioni e far la Comunione ogni domenica.

 

Nel 1867 si trasferisce a Brescia, dove, divenuto avvocato, entra nello studio dell’avv. Corbolani in via Palazzo Vecchio.

Dal 1871 al 1874 viene eletto sindaco di Cividate, che poi gli dedicherà un monumento nella piazza, promuove varie iniziative per attuare opere pubbliche, sgrava il Comune dai molti debiti; fonda nel 1872 la Banca di Vallecamonica in Breno, di cui stende lo Statuto; inizia gli studi per un collegamento ferroviario che va da Brescia ad Edolo, per risollevare l’economia della Valle, opera che sarà realizzata dopo la sua scomparsa.

 

Il 6 gennaio 1875 si unisce in matrimonio con Emilia Corbolani, figlia del titolare dello studio dove lavora. Dalla loro unione nascono ben 10 figli, di cui uno diverrà sacerdote e due religiose; si dimostra padre affettuoso e premuroso, educatore attento ad inculcare nei figli i principi della morale cattolica, inflessibile nel reprimere le deviazioni.

Sostiene memorabili battaglie nei Consigli comunale e provinciale, ma soprattutto promuove iniziative del tutto originali, fondando, nel 1882, l'asilo « Giardino d'Infanzia S. Giuseppe »e il collegio « Ven. A. Luzzago » (che subirà la soppressione nel 1888 per riaprire definitivamente, dopo una lunga ed aspra battaglia legale, nel 1894 con il nome di « C. Arici »); il Patronato degli studenti presso i padri della Pace nel 1889; l'Opera per la conservazione della fede nelle scuole d'Italia nel 1890 (a sostenere la quale l'anno successivo avvia la pubblicazione del periodico « Fede e Scuola »).

 

Il Tovini inoltre sostiene ed aiuta innumerevoli altre opere di carattere sociale, in primo luogo le casse rurali (dei cui interessi si fa difensore in molteplici cause civili), giungendo a proporre nel 1885 la fondazione dell'Unione diocesana delle società agricole e delle casse rurali. Convinto ancora della necessità di assicurare piena autonomia economico-finanziaria alle istituzioni e alle iniziative cattoliche, specie quelle educative e dell'informazione, nel 1888 fonda a Brescia la Banca S. Paolo e, nel 1896, a Milano il Banco Ambrosiano.

 

Propugna dal 1887 la Compagnia di assicurazione « Lega per gli insegnanti cattolici». Promuove altresì nel 1892 l'erezione di Circoli universitari cattolici e collabora alla fondazione della «Unione Leone XIII»di studenti bresciani da cui nascerà laFUCI. Offre collaborazione, fornendo aiuti economici e adoperandosi affinché i Padri gesuiti assumano la direzione dell'« Istituto magistrale Leone XIII »di Milano.

Nel 1893 fonda la rivista pedagogica e didattica «Scuola Italiana Moderna», primo periodico cattolico italiano a diffusione nazionale per i maestri; nello stesso anno promuove il settimanale « La Voce del Popolo » che principalmente affianca le iniziative del Comitato diocesano; il « Bollettino dei Terziari Francescani »e « Sorrisi e Vagiti di Maria Santissima Bambina », a supporto delle attività delle suore della carità e indirizzato ai più piccoli. Partecipa ancora, d'intesa con i Padri gesuiti, alla realizzazione in Padova di un « Pensionato Universitario Cattolico » ('94), mentre dalle colonne di « Fede e Scuola »lancia la proposta di una raccolta di fondi per una Università cattolica realizzata e fonda una Scuola Normale a Cividate presso le suore canossiane. Sostiene la causa della « Federazione Universitaria Cattolica »('96) e ripropone, al Congresso cattolico di Fiesole nel 1896, il suo progetto per l'istituzione e il mantenimento di un'Università cattolica in Italia; al Congresso Eucaristico di Milano non perde infine l'occasione di parlare, nella sua ultima pubblica relazione, sull'apostolato della preghiera e, quasi fosse il suo testamento, di rivolgere un appassionato invito alla comunione eucaristica, come elevato ad essenziale aiuto per l'educazione cristiana della gioventù ed il ritorno della fede nelle scuole. L'educazione cristiana, l'azione pedagogica, la scuola costituiscono la sua opera preminente, per questa si sente apostolo e missionario le nostre indie solo le nostre scuole »), e vi si dispone come ad una crociata in difesa della fede. 

 

Il dinamismo del Tovini si rivela veramente sorprendente, se si considera la sua gracile costituzione e le precarie condizioni di salute che, a partire dal 1891, di anno in anno andavano peggiorando. Scrive ad un figlio collegiale: «...come sai, sono ammalato da vario tempo e la mia salute è tanto precaria che potrei morire da un giorno all'altro...». I centri termali di Pejo, Comano, Wofishofen, Bressanone, rappresentano le tappe di un itinerario arduo, impervio, travagliato; sono momenti cadenzati dei suoi ultimi dieci anni di vita, quelli peraltro più intensi, più ricchi di iniziative, contraddistinti da un infittirsi ed intrecciarsi di opere, iniziative, istituzioni geniali, lungimiranti, altamente ispirate, delle quali egli è il centro propulsore, l'organizzatore instancabile, l'ispiratore profetico.

 

Giuseppe Tovini, dopo aver percorso il suo ininterrotto itinerario di apostolo, il 16 gennaio 1897, all’età di 55 anni, è chiamato, dal Signore, al premio eterno. La sua salma, il 10 settembre 1922, fu solennemente traslata dal cimitero alla chiesa di S. Luca in Brescia, dove riposa tuttora.

 

L’8 maggio 1948 si aprirono i processi per la sua beatificazione, conclusasi con la solenne cerimonia della proclamazione, celebrata da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) a Brescia, il 20 settembre 1998.

 

Significato del nome Giuseppe: “aggiunto (in famiglia)” (ebraico).

 

Per approfondimenti: >>> Beato Giuseppe Tovini



Fonti principali: paginecattoliche.it; santiebeati.it (“RIV./gpm”).


Preghiera


 Signore Dio, origine e fonte di ogni santità, che nel tuo servo Giuseppe Tovini hai effuso tesori di sapienza e di carità, concedi a noi che la sua luce ci inondi a salvezza.


Tu l'hai posto nella Chiesa come testimone fedele del tuo mistero, e l'hai reso nel mondo apostolo ardente del Vangelo e costruttore coraggioso della civiltà dell'amore.


In lui, umile e integerrimo servitore dell'uomo, continui a rivelare il significato eterno della vocazione cristiana e il valore celeste dell'impegno terreno.


Ti imploriamo, glorificalo per il tuo Nome.


Fa' che la sua e nostra terra ritrovi il gusto per la vita, l'amore per l’educazione della gioventù, il culto dell'unità familiare, un grande entusiasmo per la pace universale e la volontà di cooperare al bene comune in campo ecclesiale e sociale.


A te, o Dio, la gloria e la benedizione nei secoli. Amen.







 
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