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Giovedì 07 Dicembre 2017

S. Maria Giuseppa Rossello, vergine e fondatrice (1811-1880)

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Santa Maria Giuseppa Rossello
Vergine e fondatrice:
Figlie di Nostra Signora della Misericordia

M

 aria Giuseppa Rossello nasce ad Albissola Marina, presso Savona, il 27 maggio 1811 da Bartolomeo e da Maria Dedone. Quarta di nove figli di un modesto fabbricante di stoviglie, ricevette al battesimo il nome di Benedetta.
Imparò presto dal padre l’arte di modellare la creta e presto dovette anche prendersi cura dei fratelli minori. Si distinse fin dall’infanzia per amore verso lo studio, carità verso i poveri e devozione al Crocefisso e alla Vergine e s’iscrisse alle congregazioni del Carmine, dell’Addolorata e dell’Immacolata. Riusciva a radunare attorno a sé, per le pratiche religiose, numerose compagne, che la chiamavano «la maestrina».

All’età di sedici anni si iscrisse al Terz’Ordine francescano e nel 1830 fu accolta nella casa dei Monleone di Savona per assistere il capofamiglia infermo. Quando, nel 1837, questi morì, Benedetta rifiutò l’offerta della vedova Monleone di farla sua erede se fosse rimasta in casa con lei. Chiese invece di entrare come religiosa presso le figlie di Nostra Signora della Neve, ma si vide respinta in quanto la sua famiglia non era in grado di fornirle la dote necessaria.

Seguirono anni di dure prove: perse la madre, il fratello Luigi, la sorella Giuseppina e infine il padre; toccò così a lei il ruolo di unico sostegno della famiglia. Finalmente, nel 1837, Benedetta rispose all’appello del vescovo di Savona, Agostino Maria De Mari, che cercava giovani per affidare loro l’educazione dei bambini poveri. Il vescovo s’impegnò a procurare la sede adatta, mentre Benedetta avrebbe dovuto cercare altre compagne per aprire una prima scuola. Unitesi a lei Angela e Domenica Pescio e Paolina Barla, il 10 agosto 1837 fu aperta la scuola in una modesta casa in affitto, di proprietà dei Cavalieri di Malta, e Benedetta ebbe gli incarichi di maestra delle novizie, vicaria ed economa.

Il 22 ottobre vestì l’abito religioso prendendo il nome di suor Maria Giuseppa, mentre la nuova Congregazione veniva ufficialmente denominata “Figlie di Nostra Signora della Misericordia” e adibita alla cura delle fanciulle povere e dei malati.
Il 2 agosto 1839, insieme con le prime compagne, pronunciò i voti perpetui. Nel 1840, quando le suore professe erano sette e quattro le novizie, Maria fu eletta superiora, incarico che ricoprì fino alla morte.

Un primo abbozzo delle regole del nuovo istituto religioso era stato steso dal vescovo De Mari, che morì nel 1840. Il testo definitivo, compilato dal carmelitano I. Rosciano, fu solennemente consegnato alle suore nel febbraio 1846 dal vescovo di Savona Alessandro Ottavio Riccardi.

Tra il 1842 e il 1855 l’istituto si diffuse in Liguria grazie agli sforzi di madre Maria, che, zelata dai sacerdoti N. Olivieri e B. Verri, dal 1856 cominciò a collaborare all’opera di riscatto degli schiavi africani accogliendo nell’istituto gruppi di ragazze africane. Nel 1854 iniziò l’opera di assistenza dei malati a domicilio. In seguito all’incontro con il lazzarista F. Martinengo, nel 1858, acquistò il palazzo dei marchesi Doria Lamba a Savona, e nel 1859 vi aprì la casa della Provvidenza per la rieducazione delle ragazze povere. Seguì un gran numero di fondazioni di altre scuole popolari a Voltri, Sant’Ilario, Porto Maurizio e molte altre località in Liguria.

Nel 1869 aprì la «piccola casa dei chierici» per seminaristi poveri; nel gennaio 1870 mandò a Roma quattro suore per assumervi la direzione di un ricovero per penitenti, e altre religiose furono inviate a Magliano Sabina a servizio di una scuola, un asilo e un ospedale. Nel giugno dello stesso anno si recò a Roma, per incontrare M. Escalada Bustillos y Zevallos, arcivescovo di Buenos Aires, con il quale era in corrispondenza, venuto in Italia per partecipare ai lavori del concilio Vaticano I.
Fu ricevuta in udienza dal
Beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878), che benedisse l’istituto. In luglio, durante i lavori del concilio, l’arcivescovo Escalada morì, e questo sembrò interrompere gli accordi presi per nuove fondazioni di case dell’istituto in Argentina. Solo nel 1875, grazie all’interessamento di Giovanni Battista Gazzolo, console della Repubblica argentina a Savona, un primo gruppo di suore partì per Buenos Aires, dove in poco tempo le fondazioni si moltiplicarono.

Nel 1879 fondò a Savona la casa delle pentite, con lo scopo di recuperare alla vita le ragazze di strada.

La spiritualità di Maria Giuseppa fu caratterizzata da una grande fiducia nella Provvidenza, dalla devozione a S. Giuseppe e da un illimitato spirito di iniziativa, che può ben riassumersi nel motto da lei coniato: «Cuore a Dio, mani al lavoro». La sua genialità caritativa evade dal contesto religioso per inserirsi tra le più nobili benemerenze sociali, soprattutto per la fondazione delle scuole popolari gratuite, un’assoluta novità per la Liguria occidentale.

Gravemente malata di cuore fin dal 1875, muore il 7 dicembre 1880 nella casa madre di Savona. La Congregazione da lei fondata, che nel 1880 contava 68 case, ebbe un notevole sviluppo.

Nel 1900 Leone XIII (Vincenzo Pecci, 1878-1903) emanò il decreto di lode, e nel 1904 San Pio X (Giuseppe Melchiorre Sarto, 1903-1914) concesse l’approvazione pontificia alle costituzioni. La causa di canonizzazione, introdotta a Roma il 23 luglio 1924, ebbe un rapido svolgimento.
Maria Giuseppa Rossello è stata beatificata da Pio XI
(Ambrogio Damiano Ratti, 1922-1939), il 6 novembre 1938, e canonizzata dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) il 12 giugno 1949.

Per approfondimenti biografici:
>>> Figlie di Nostra Signora della Misericordia



Fonte principale: treccani.it/enciclopedia/ (“RIV./gpm”).




 
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