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Sabato 09 Gennaio 2016

S. Adriano di Canterbury, abate benedettino († 710 ?)

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S. Adriano di Canterbury

Abate  benedettino

 

A

driano di Canterbury era di origine berbera e nato nell’Africa del nord, ma si ignora la data di nascita.

In giovane età era abate di Nérida, monastero benedettino nel napoletano.

 

Nel 668, S. Vitaliano (657-672), lo chiamò ad occupare la sede arcivescovile di Canterbury, rimasta vuota dopo la morte ravvicinata di Deusdedit e Wighard. Questi, però, rifiutò consigliando di sostituirlo, piuttosto, con Teodoro di Tarso, che si rivelò, poi, uno dei più grandi arcivescovi della sede primaziale inglese. Il pontefice accettò, a patto però che Adriano accettasse di accompagnarlo quale consigliere ed assistente.

 

Nel 670, Teodoro lo nominò abate dell’antico monastero dei SS. Pietro e Paolo, poi reintitolato a S. Agostino di Canterbury, che ne era il fondatore.

Adriano assiste Teodoro nella missione di riforma e di unificazione delle tradizioni liturgiche inglesi con i riti romani. Egli fa di Canterbury un centro di insegnamento che, ben presto, diventa uno dei più importanti centri di formazione per molti futuri vescovi, esercitando una notevole influenza sulla cristianità del tempo. Materie di insegnamento erano il latino, il greco, il diritto romano, la Sacra Scrittura ed i Padri della Chiesa.

Gli studenti provenivano da tutta l’Inghilterra ed anche dalla vicina Irlanda, siccome l’allievo S. Aldhelm, poi primo vescovo di Sherborne, sostenne che la formazione impartita nel monastero di Canterbury fosse, qualitativamente, migliore di qualsiasi altra proposta in Irlanda.

 

L’abate Adriano fu insegnante per ben quarant’anni.

Muore presso Canterbury il 9 gennaio di un anno imprecisato, forse il 710, e ricevette sepoltura nel monastero.

 

Quando nel 1091 i lavori di ristrutturazione resero necessaria la rimozione di numerose tombe, il corpo di Sant’Adriano fu rinvenuto incorrotto e profumato.

Presso la sua tomba nacque la fama miracolosa che lo contraddistinse per secoli, cosicché il suo nome venne inserito nei calendari inglesi e poi nel Martyrologium Romanum, ove ancora oggi figura nell’anniversario della morte (dies natalis).



Fonte principale: santiebeati.it (“RIV./gpm”).




 
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