« Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna » Gv 6,68



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San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia, festa
Meditazione del giorno
Papa Francesco
Omelia del 19/03/2013, Messa d’inaugurazione del pontificato ( © Libreria Editrice Vaticana)

“Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”

    Cari amici… Il centro della vocazione cristiana [è] Cristo! Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato! La vocazione del custodire, però, non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. E’ il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo.

    E’ il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono piĂą fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. E’ l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. E’ il vivere con sinceritĂ  le amicizie… In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilitĂ  che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio! …

    Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilitĂ  in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontĂ : siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo! Ma per “custodire” dobbiamo anche avere cura di noi stessi! Ricordiamo che l’odio, l’invidia, la superbia sporcano la vita! Custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perchĂ© è proprio da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono! Non dobbiamo avere paura della bontĂ , anzi neanche della tenerezza!



 
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