« Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna » Gv 6,68



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Sabato della XIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Pietro Crisologo (ca 406-450), vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa
Discorso 31

Il digiuno degli amici dello Sposo

      Â«Â Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo spesso, i tuoi discepoli non digiunano? » Perché per voi il digiuno è questione di legge e non un dono spontaneo. In se stesso il digiuno non ha nessun valore. Ciò che importa è il desiderio di colui che digiuna. Quale profitto pensate trarre, voi che digiunate solo perché costretti? Il digiuno è un aratro stupendo per arare il campo della santità: cambia il cuore, sradica il male, estirpa il peccato, sotterra il vizio, semina la carità; mantiene la fecondità e prepara la mietitura dell'innocenza. I discepoli di Cristo, invece, sono posti al cuore stesso del campo maturo della santità, raccolgono i covoni delle virtù, gioiscono del Pane della nuova raccolta: non possono dunque praticare digiuni ormai sorpassati...

      Â«Â Perché i tuoi discepoli non digiunano? » Il Signore risponde loro: « Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo Sposo è con loro? » Chi prende moglie lascia il digiuno da parte, abbandona l'austerità; si dedica completamente alla gioia, partecipa ai banchetti; si mostra in tutto affabile, amabile e allegro; fa tutto ciò che gli ispira il suo affetto per la sua sposa. Cristo celebrava allora le sue nozze con la Chiesa: perciò accettava di prender parte a dei convivi, e non si rifiutava a coloro che lo invitavano; pieno di benevolenza e di amore, si mostrava umano, abbordabile, amabile. Voleva infatti unire l'uomo a Dio, e fare dei suoi compagni i membri della famiglia divina.



 
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